COMUNICATO CNR 2/2/2026: CNR NOMINA NUOVA CONSIGLIERA DI FIDUCIA, MA SI TRATTA DI NOMINA DI FACCIATA!
Da alcuni giorni il CNR ha dato notizia che è stata nominata la nuova Consigliera di fiducia, nella persona della dott.ssa Giorgia Ortu La Barbera. Nulla da dire, ovviamente, circa le competenze professionali della dott.ssa Ortu La Barbera, quali risultano dal suo stesso sito internet.
Ma già in occasione della nomina della precedente Consigliera di fiducia del CNR, la FGU-DR-ANPRI ha avuto modo di richiamare l’importanza dell’imparzialità della scelta del Consigliere di fiducia (Comunicato 16 maggio 2022).
Ricordavamo, infatti, come sia “di tutta evidenza che un organismo di garanzia come il Consigliere di fiducia necessita di un consenso diffuso per poter funzionare adeguatamente. Diversamente si corre il rischio di remunerare un professionista senza metterlo nelle condizioni di operare. Basti pensare che, secondo quanto previsto dal citato Codice di condotta, il Consigliere di fiducia non può attivarsi se non viene espressamente richiesto da chi si ritiene vittima di violenze, molestie o mobbing. E ovviamente chi ha bisogno dell’intervento del Consigliere di fiducia si rivolge a lui solo se, come dice lo stesso nome, ne ha sufficiente e motivata fiducia”.
In successivi comunicati, abbiamo inoltre ricordato come la Risoluzione n. A3-0043/1994 del Parlamento Europeo, proprio al fine di assicurare ai lavoratori un professionista indipendente e imparziale, e dunque di loro fiducia, abbia previsto che la scelta del Consigliere di fiducia non possa essere effettuata dal solo datore di lavoro, ma debba essere concertata con le parti sociali (Comunicato 8 marzo 2023 e 6 marzo 2024).
È infatti evidente come, in caso contrario, sia forte il rischio di nominare un Consigliere che è in realtà di fiducia più dell’Amministrazione che non del personale (Comunicato 9 dicembre 2024) E, pertanto, come sia forte il rischio di una nomina che è più “di facciata” che non di sostanza!
Ma il CNR ha ignorato quanto da noi segnalato e anche questa volta ha proceduto, in seguito alla scadenza del mandato della precedente Consigliera, alla selezione e alla nomina della nuova Consigliera di fiducia senza coinvolgere le Organizzazioni Sindacali.
E spiace ancor di più dover constatare come il Presidente del CUG, che presiede un organismo paritetico di garanzia, abbia sollecitato l’Amministrazione a provvedere alla nomina della nuova Consigliera di fiducia senza tuttavia chiedere contestualmente il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali, in ossequio cioè a quanto previsto dalla già citata Risoluzione del Parlamento Europeo.
Ciò conferma ulteriormente la nostra convinzione, peraltro già manifestata in precedenti Comunicati, circa l’assoluta mancanza di imparzialità del Presidente del CUG e circa la sua piena e totale accondiscendenza – a prescindere e in ogni caso – alle scelte dell’Amministrazione (Comunicato 3 febbraio 2023 e 6 marzo 2024).
A riprova della scarsissima fiducia del personale nei confronti della precedente Consigliera nominata dal CNR, è utile inoltre ricordare alcuni semplici dati numerici alquanto esplicativi. Dalle relazioni inviate al Comitato Unico di Garanzia dalla precedente Consigliera emerge che nel triennio del suo mandato solo 135 colleghi si sono rivolti alla stessa per denunciare violenze, discriminazioni e mobbing: 41 nel primo anno di attività, 41 nel secondo e 53 nel terzo (non risultando peraltro chiaro dalle medesime relazioni se nel numero dei colleghi del secondo e del terzo anno siano ricompresi anche alcuni colleghi già conteggiati negli anni precedenti).
Viceversa, l’indagine Obiettivo Benessere 2025, voluta dallo stesso Presidente del CUG e da lui condotta in palese conflitto di interessi, indossando contemporaneamente i panni del controllore e del controllato, evidenzia dati quantitativi di gran lunga più elevati. Da detta indagine, infatti, alla quale ha aderito quasi il 40% del personale CNR, si apprende che “Nel corso dell’attività lavorativa presso il CNR, la metà dei/delle rispondenti ha subito, almeno una volta, umiliazioni, maltrattamenti, discriminazioni, isolamento o emarginazione per opera di un/una superiore o di un/una collega (53,1%)”!
Sono dati che, in modo del tutto inequivocabile, parlano da sé e la dicono lunga su come la precedente Consigliera non abbia raccolto la fiducia del personale, essendosi rivolta a lei solo una piccolissima parte del personale del CNR oggetto di violenze, molestie o mobbing, ma sia stata in realtà “di fiducia” della sola Amministrazione.
Ma che l’intento del CNR sia stato ancora una volta quello di procedere ad una nomina solo “di facciata”, e non anche di sostanza, appare di tutta evidenza anche da un altro “dettaglio”. Nell’avviso di conferimento dell’incarico pubblicato dal CNR si legge, infatti, che il compenso annuale della nuova Consigliera di fiducia è fissato in euro 9.000, per un impegno di due giorni al mese con una presenza oraria giornaliera non inferiore a 4 ore.
Un impegno e un compenso che sono, senza ombra di dubbio, alquanto sottodimensionati, sia rispetto al numero di dipendenti del CNR, sia rispetto al numero di discriminazioni, violenze e mobbing evidenziate dall’indagine Obiettivo Benessere 2025 e che sembra quindi celare come la vera volontà del CNR sia quella di fornire al personale una nomina soltanto formale e “di facciata”!
Basti pensare, se quanto appena detto non dovesse già essere per tutti di palmare evidenza, che un Ente di Ricerca di gran lunga più piccolo del CNR, come l’INAPP, con circa solo 500 dipendenti, ha recentemente pubblicato un avviso pubblico per la nomina del proprio Consigliere di fiducia, analogo a quello del CNR, in cui si legge che l’importo del compenso lordo complessivo è fissato in euro 36.000, per un periodo di 24 mesi. Ossia un compenso pari al doppio di quanto fissato dal CNR per un Ente di dimensioni estremamente ridotte rispetto al CNR!
Sia consentita un’ultima postilla prima di concludere. La dott.ssa Ortu La Barbera ricorda nel suo sito personale come la figura del Consigliere di fiducia sia stata istituita grazie alla già richiamata Risoluzione del Parlamento Europeo. La dott.ssa Ortu La Barbera è, pertanto, inequivocabilmente a conoscenza di come la stessa Risoluzione del Parlamento Europeo preveda che la nomina del Consigliere di fiducia debba essere concertata con le Organizzazioni Sindacali, al fine di assicurarne l’effettiva imparzialità.
Ci chiediamo, dunque, come la dott.ssa Ortu La Barbera possa ritenere compatibile con l’etica professionale del Consigliere di fiducia una sua nomina da parte del CNR non concertata con i Sindacati. Vorremmo proprio saperlo, perché per noi i due termini sono a tal punto distanti da essere inconciliabili!
Ciò detto, auguriamo ovviamente alla nuova Consigliera di poter svolgere al meglio il suo lavoro e di conquistare la fiducia di tutto il personale del CNR, nonostante i forti limiti che abbiamo fin qui descritto. Dai gravissimi e preoccupanti risultati dell’indagine Obiettivo Benessere 2025 si evince che il CNR ne ha davvero tanto bisogno.
Laura Fantozzi
Responsabile Nazionale FGU-Ricerca-ANPRI CNR

